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Con energia, decisione e un'allegria contagiosa, Casablanca spinge il Marocco verso l'avvenire.
Fin dal 1912 gli architetti progettarono una città modello, e crearono una città moderna dal fascino visionario e dallo sviluppo folgorante. E' la più grande metropoli del Maghreb e continua a lasciare senza fiato per la sua bellezza architettonica. Non stupisce quindi che Casablanca sia stata scelta per accogliere il monumento di fine secolo, i sogni di un'intera nazione: la moschea Hassan II. E' la città degli affari internazionali, dei grandi scambi commerciali di lusso, delle concentrazioni industriali di punta, di una miriade di grand hotel, dei congressi di livello mondiale: Casablanca è l'incarnazione del Marocco moderno. Casablanca, la città faro. Casablanca concentra il 60% delle aziende fra cui tutte le industrie di punta, consuma il 30% dell'energia elettrica del paese, accoglie la sede di quasi tutte le banche: tutto accade a Casablanca. E' sempre stata una città all'avanguardia.
Saper usare il progresso, la tecnologia, la modernità arricchendoli con il meglio della tradizione del Marocco per creare uno stile proprio: questa è la forza di Casablanca Già dall'inizio del secolo si diede un piano urbanistico per pianificare la straordinaria crescita.
Dal suo centro, partono a raggiera dei grandi viali costeggiati da case eleganti che sposano mirabilmente l'Art Déco e l'Arte Neo-Moresca. E' tutta una gara di cupole, belvedere, colonne, balconi in legno di cedro, lucernari.
Il suo porto non aveva una rada naturale. Casablanca costruì quindi la fantastica gettata Moulay Youssef, lunga 3180 metri. Il porto è divenuto cosi il più importante del Marocco ed il quarto in Africa. L'aeroporto internazionale Mohamed V, il più importante del Marocco è stato ideato ad immagine e somiglianza della città. Di recente costruzione, la sua area d'atterraggio ultra moderna è un monumento d'architettura tradizionale E che dire della Moschea Hassan II? Dal cielo non si vede che lei. Costruita sull'oceano, sembra una creazione divina. Ma se la divinità non le arriva che dal cielo, la grandiosità e la bellezza gliel'hanno data gli uomini con tutto l'amore, l'arte la tecnologia di cui disponevano. La sua sala di preghiera può accogliere 25.000 fedeli, la sua spianata 80.000. L'architettura tradizionale del Marocco, alleata ad una tecnologia ultra sofisticata, raggiunge qui il suo apice. Oltre 3300 artigiani sono giunti qui da ogni parte del Regno per costruire su possenti pilastri questo monumento di 2 ettari ed erigere il più alto minareto del mondo (200 metri), istallare un tetto apribile che trasforma in tre minuti l'immensa navata in un magnifico patio, scolpire 10.000 metri quadri di zelliges, 67.000 metri quadri di gesso, 53.000 metri quadri di legno...
La Grande Moschea di Hassan II è semplicemente stupefacente. A Casablanca perfino i souk sono stati riveduti e corretti alla luce del progresso. E che risultati! Costruito all'inizio del secolo, il quartiere degli Habbous sembra esistere dall'eternità. Punteggiate da graziose piazze ombrose, strette stradine affiancate ad arcate si snodano di souk in souk. Qui gli ottonai forgiano teiere, paioli, candelabri, vasellame, lanterne, vassoi...Ed ecco i famosi bazar pieni zeppi dal pavimento al soffitto di mercanzie eterogenee e colorate...Laggiù, lo strano e profumato souk delle olive... Qui le pasticcerie con pigne di appetitosi bignè, cornetti di "gazzella", dolci di datteri...E poi file di macchine da cucire meccaniche, dove lavorano uomini vestiti con la tradizionale djellaba...E i negozietti insoliti e meravigliosi degli antiquari dove ogni oggetto incanta e fa sognare...
E' in questo quartiere che sorge la Mahkama del Pascià, edificio sontuoso che serve sia da tribunale che da salone ufficiale dei ricevimenti. E ancora più in la chiesa di Notre Dame de Lourdes, una scultura monumentale degli anni 50' in cemento armato, illuminata da 800 metri quadri di vetrate grandiose. Al confronto, l'antica Medina sembra uno stravagante labirinto felicemente racchiuso da bastioni. Che piacere passeggiarvi! Barbieri, macellai, droghieri, speziali con i loro innumerevoli clienti sembrano offrire ad ogni piè sospinto una rappresentanza estemporanea. Ma se di giorno a Casablanca si respira dinamismo, la sera vi si respira l'immensità del largo sulla celebre strada panoramica, zona preferita dai nottambuli, con il suo centro balneare e le spiagge, le piscine, i bar alla moda, i ristoranti e gli hotel. Gita nei dintorni di Casablanca. I cittadini di Casablanca non devono fare che qualche chilometro per godersi un'infinita varietà di piaceri.
Cosa aspettate ad imitarli: sdraiatevi in riva al mare, addentratevi nelle foreste maestose, tuffatevi nella storia visitando antiche città fortificate. 28 km a nord, spiagge di sabbia fine, casinò, hotel di lusso, ippodromo, yacht-club, golf da 18 buche in riva all'oceano: è Mohammedia, la stazione balneare preferita dagli abitanti di Casablanca.
Fin dal XIV secolo vi approdavano navi pisane, genovesi, veneziane e portoghesi ed il suo porto continua ad essere uno dei più dinamici del Marocco. Un pò più ad est, Ben Slimane racchiude piaceri campestri. Passeggiate o battute di caccia nella magnifica foresta di sugheri di Ziaidas, golf lungo un'incantevole percorso di nove buche abbellito da un lago dove vivono carpe e anatre.
A sud, nella pianura,si stendono i celebri vigneti di Boulaouane da dove proviene il famoso "grigio". Non stupitevi se le vedrete sorvolare dai falchi. Boulaouane non è conosciuta nel mondo solo per il vino: è anche uno dei luoghi più famosi per la caccia col falco. La falconara si trova in una spettacolare casbah dotata di 7 bastioni, costruita nel 1710 da Moulay Ismail. Sulla costa ad un centinaio di km verso sud, si incontrano le cittadelle fortificate, antichi centri commerciali portoghesi. Azemmour è circondata da bastioni ocra. Sui camminamenti di guardia, una piccola piattaforma domina l'imboccatura delle acque rossastre dell'Oum er-Rrbia, famoso per le sue deliziose alose, specialità culinaria locale.
La medina è superba con le sue case bianche e quadrate, ravvivate da pergole di bouganville che si stendono fra gli olivi e i melograni. Reputata il miglior riparo di tutta la costa atlantica, El Jadida fu aspramente contesa ai Portoghesi, che dovettero evacuarla nel 1769. Le sue mura offrono oggi una superba passeggiata panoramica e da ciascuno dei suoi cinque bastioni si può ammirare una vista superba: sul porto, i fossati, le case di mattoni...Da non perdere assolutamente la sublime cisterna portoghese di 110 metri quadri dove l'acqua e al luce mettono in risalto una sublime stupefacente architettura gotica. Il cinema ha usato questo scenario favoloso: Orson Wells per il suo Otello. Al mercato centrale di Casablanca, la vista e l'odorato fanno festa. Se alloggiate all'albergo, vi rincrescerà di non poter cucinare tanto sono belli e appetitosi i prodotti esposti. Pesci e frutti di mare appena usciti dall'oceano, piramidi di frutta e legumi, bracciate di fiori sfavillanti di colori.
Visita al Marabout, a qualche chilometro da "Casa" su di un isolotto roccioso dove si arriva solo con la bassa marea sorge la koubba di Marabout de Sidi Abderrahmane, magnifica al calar del sole.
Si attribuivano a questo sant'uomo dei poteri miracolosi. E forse la sua tomba li conserva ancora, visto che molti malati vengono qui in pellegrinaggio con la speranza di guarigione. La fiabesca piazza Mohamed V. Di giorno la piazza Mohamed V suscita la più grande ammirazione: un complesso architettonica davvero magnifico!
La Posta, il Palazzo di Giustizia, la Prefettura, il consolato Francese, la banca del Marocco sfilano intorno alla fontana... Ma al calar della notte, l'acqua e la luce si sposano offrendo la fantastica rappresentazione di un gioco sontuoso, sottile e fiabesco. Le ostriche d'Oualidia Sono cosi saporite che da sole meritano una scappata fino ad Oualidia. Fate poi una passeggiata digestiva sulla sua incantevole spiaggia in un'ansa che gli isolotti proteggono dalle vigorose ondate dell'oceano. E se, di ritorno a Casablanca, avete ancora voglia di ghiottonerie, sappiate che i ristoranti del porto o della strada panoramica ne offrono molte.
Bellissime, le isole Aran di cui parla questa famosa, allegra e
dolce canzone di Fiorella Mannoia.
Ho rivisto un caro amico, mi ha chiesto come stai?
Ho voglia di cambiare! Cosa? I fantasmi del mio passato!
Perchè non molli tutto e vai a vivere alle isole Aran? Isole Aran?! E dove sono? Informati!
Sono andato su internet e ho digitato Aran! Ho scoperto un nuovo mondo!
Le Aran sono nella Repubblica d’Irlanda, un gruppo di tre isole situate all’imbocco della baia di Galway! Si chiamano Inismore,Inismann,Inisherr. Paesaggi che cambiano, odori intensi, isolate da un mare duro, vento. Un vento che ti stordisce. E poi alla sera davanti ai fuochi di torba a bere un grande whiskey godendoti un paesaggio devastante di colori e odori.Lavorare come pescatore e goderti finalmente la vita in maniera diversa. Dove il denaro e lo stress non esistono più.
Terra di fate e di storia. Man mano che trovo notizie inizio a farmi un idea di che cosa sono queste isole. Qui sognare è ancora possibile...
Inishmore, o Inis Mòr in gaelico, è la più grande, la più servita e la più visitata delle tre isole. È abitata da 900 persone, la maggior parte delle quali risiede a Kilronan. Sul versante meridionale dell'isola si trova Dùn Aengus. È un fortilizio costruito su una scogliera a picco sul mare. È di epoca precristiana. Ha una forma semicircolare ed è circondato da tre giri di mura. Sull'isola ci sono altre due costruzioni simili a questa: Dùn Dubhchathair, la più antica, e Dùn Eochla, la più piccola.
Inishmaan (Inis Meàin) è la seconda per grandezza ed è la più lontana dalle coste irlandesi. È caratterizzata dalla presenza di centinaia di piccoli muri di pietra, che delimitano gli appezzamenti di terreno.
Inisheer (Inis Oìrr) è la più piccola delle Aran. E' costituita da un tavolato di pietra calcarea. Il terreno è ricco di ruscelli, sorgenti e pozzi. Il pozzo più importante è il pozzo di San Enda, in gaelico Tobar Einne, il santo patrono dell'isola. Si dice che il pozzo non si prosciughi mai e che la sua acqua sia miracolosa.
Le isole sono raggiungibili in traghetto (Island Ferries) da Doolin, presso le Cliffs of Moher, nel Clare, oppure da Rossaveal, nella Contea di Galway. Il modo piu` suggestivo per raggiungere le isole è, però, per via aerea, a bordo di uno dei piccoli aerei BN2A Islander della compagnia Aer Arann.
L’aeroporto sulla terraferma e`il Connemara Airport, situato in localita` Inverin, a poca distanza da Galway. Il volo dura circa 10 minuti e per l’andata e il ritorno costa circa cinquanta euro a persona. Sulle isole, invece, il mezzo di trasporto da preferire per godere pienamente delle bellezze del paesaggio è la bicicletta, che è possibile noleggiare in loco. In alternativa ci sono dei minibus o dei piccoli calessi.
A fare da re sulle tavole è naturalmente il pesce e le colazioni abbondanti tipicamente nordiche. Celebri delle tre isole, specialmente la maggiore,sono gli Aran Sweaters, maglioni di lana con motivi che variano a seconda delle famiglie del posto. Secondo la tradizione, ogni famiglia usava un suo proprio motivo diverso dalle altre di modo che se un pescatore fosse perito in mare sarebbe stato possibile riconoscerlo dal maglione che indossava. Visitare le isole è come viaggiare attraverso i secoli in uno scenario grandioso incontrando un popolo che la natura e la storia hanno contribuito a forgiare. Si può dunque dire, con Liam O'Flaherty, nativo di Inishmore, che “queste isole sembrano un angolo benedetto dal cielo, perché sonno sopravvissute a tutti i cambiamenti che hanno sconvolto l'Europa"
Andrea Guido Cagnoni
Nel tragitto che vi porta da Tortona a Castellania, nelle terre di Coppi, vi suggeriamo delle tappe, che possono accompagnare i vostri gusti, stimolare i vostri palati, allietare il vostro udito, scandire le vostre giornate, diciamo che per noi è uno stimolo dare a voi che leggete dei “piaceri”.
Nel cuore del centro storico di Tortona trovate, in una cornice suggestiva, nell’antico convitto dell’Abbazia di Santo Stefano, in Via Zenone, La Corte del Santo, dove lo chef Maurizio vi propone i ceci della Merella, le fagiolane della Val Borbera, il salame e i formaggi della Val Curone, quello nobile del Giarolo (che potete acquistare in Val Curone presso il punto vendita Corte di Brignano a Brignano Frascata) e il Montebore, nonché i “formaggi sopraffini” di Luca Montaldo di Carezzano e le migliori carni di Fassona piemontese, i funghi e i tartufi tutti senza conservanti e accompagnati da una ricca e importante produzione vitivinicola.
Nella vicina Piazza Malaspina, al Caffè Concerto Malaspina, vi offrono ottimi cocktail e stuzzicherie assortite. Per la cena si trasforma in Petit Restaurant e, il venerdì e il sabato, Live Music d'autore. Anche nella stagione più fredda gazebo esterno con funghi che vi scaldano.
Sempre nel centro di Tortona, in Via Lorenzo Perosi alla Vineria Derthona Gianni e Lisetta vi fanno gustate i prelibati ravioli al sugo derthona, le reginette al rajà, il vitello tonnato alla piemontese, lo stufato al vino rosso e la bagna cauda. Qui potete spaziare tra diversi vini provenienti dalle principali regioni italiane, in un immobile tardo ottocentesco con ambienti ad ariose volte in mattoni. Sulla statale per Voghera, che vi avvicina alla zona di San Bernardino, trovate la Pasticceria Delizie Tortonesi dove, nel rinnovato laboratorio artigianale con annesso bar caffetteria, Luciano vi offre i tipici baci di dama di Tortona e la gustosa “torta sbrisolona”.
Se volete aqcquistare dell’ottimo vino dei Colli Tortonesi potete recavi nella vicina Vho da Caudio Mariotto. Claudio ci invita all'assaggio nella sua saletta e davanti ai bicchieri si chiacchera.Timorasso, barbera, croatina, cortese, moscato, i vitigni della pura tradizione vitivinicola di quest'angolo di Piemonte. Vini di sostanza, adatti alla tavola, vini dove struttura e bevibilità si combinano con la finezza dovuta all'invecchiamento e alla cura maniacale del vigneto. Vitigni autoctoni, autoctoni i lieviti, vini che esaltano le differenze e le particolarità delle annate. Vini che vengono messi in vendita quando sono pronti da bere, ma che riservano piacevoli evoluzioni con ulteriori anni di cantina.Vini buoni da bere e per la salute, poca solforosa, niente additivi strani, niente chimica in vigneto. Vini dotati di quell'eleganza contadina, innata nel territorio e negli uomini che su questa terra vivono, vini che rispecchiano il prodottore e il suo amore per le sue vigne.
Ritornando a Tortona e percorrendola via che vi porta verso la statale per Villalvernia, in Corso Don Orione, potete fare qualche acquisto a La Latteria di San Bernardino di Mariella, dove trovate prodotti della tradizione classica e delicatezze della cultura gastronomica moderna, una selezione di ottmi salumi e una vasta scelta di formaggi da gustare con conserve e salse pregiate. Poco più avanti, la rinomata pizzeria con cucina, Lord Nelson, come ama definirlo la patron Gemma, il “locale con il mare dentro”, un locale che nasce con la passione per il vicino mar ligure e si rispecchia in ogni specialità proposta, dalla superba focaccia di Recco alla farinata, nella ricerca degli ingredienti scelti per le oltre 50 pizze e ancora, dal profumato pesto alla genovese al non ultimo pesce fresco. Il tutto irrorato dalla miglior birra italiana e da selezionate etichette di vino.
A metà di Corso Don Orione, trovate le indicazioni per l’Albergo Ristorante Villa Viola, gestita dalla cordiale Sig.ra Mateis, una villa ottocentesca, in un parco curato che regala molta riservatezza, un’oasi di tranquillità e di comfort. In questo piccolo paradiso le cerimonie, quali nozze o battesimi, le riunioni o i congressi sono sempre eventi di qualità superiore. Ma Villa Viola non è solo un luogo per grandi occasioni, è albergo con le sue camere raffinate ed eleganti, con precisi riferimenti al suggestivo fine 800.
Ad un chilometro, lungo la statale, un cartello vi indica il Wally's Pub dei mitici Walter e Stefano, pub birreria con pizza dove potete scegliere circa 100 fra farcitissimi panini, focaccine, piadine bevendo dell'ottima birra. La perla è la Guinness ma contano oltre 30 etichette in bottiglia, la birra del Birrificio Artigianale di Montegioco e 5 alla spina. Serate di musica live e zona wi-fi libera.
Sempre percorrendo la statale una freccia vi indica Villaromagnano a Il Mulino e la sua Gluhkriek Liefmans, straordinaria birra alla ciliegia servita calda, quasi bollente, perfetta per il periodo invernale e lo stinco alla birra cotto al forno. Al piano terra si trova il Music Pub, dove, da ottobre a maggio, con cadenza settimanale, si esibiscono gruppi noti e meno noti.
Proseguendo per Paderna, l’Osteria del Poeta Pescatore dove, in una splendida sala affrescata la cucina di Federico si esprime in piatti dai sapienti accostamenti selezionati con grande cura, suggerisce sensazioni delicate e nello stesso tempo marcate e decise. Sempre alla ricerca di nuovi prodotti elaborati con grande maestria, Federico riesce a soddisfare anche i palati piu' esigenti attraverso la preparazione di ricette della nostra tradizione e il pesce nazionale sempre fresco.
Nel paese successivo, a Carezzano vi ricordiamo i “formaggi sopraffini” di Luca Montaldo. Il suo caseificio di fattoria rimane l'esperienza piu' saporita ed esaltante per l'amante e l'estimatore di formaggi, la sola in grado di trasmettere in modo integro e completo le qualita' del latte "crudo", senza il ricorso alla pastorizzazione e all'uso dei fermenti. Una piccola produzione consente una grande attenzione nella stagionatura, con una cura quasi quotidiana, al termine della quale si ha un formaggio dal sapore unico fra i quali ricordiamo la Pecheronza, tuffata nella cera d'api grezza e poi guarnita con un rametto di rosmarino, la Cenere "andante mosso" maturata sotto una coltre di buona cenere di robinia, la Toma, un formaggio semicotto con pasta morbida ma sostenuta, il Cacioricotta che comprende sia il formaggio sia la ricotta, il Patafisico due formaggi, uno di capra ed uno di pecora fatti contemporaneamente da due cagliate crude e messi nello stesso stampo danno origine ad un formaggio fine, profumato, ricco di note, la Robiola stagionata formaggio a pasta cruda, morbido e delicato.
Sempre a Carezzano trovate l’Azienda Agricola La Morella di Ennio Ferreti, che coltiva con metodi esclusivamente biologici, sopratutto uve. Tra i vini La Morella è un barbera proveniente da un vecchio vitigno esposto a sud in un terreno argilloso-calcareo, affinato per breve tempo in botti, è un vino dal color rubino e un raffinato bouquet al gusto di ciliegia, l’Antico Convento è un barbera barricato, I Tre Venti è il famoso Timorasso proveniente da un vigneto autoctono, Il Monte è un Cortese dei Colli Tortonesi, Il Bricco delle Streghe è invece un dolcetto dei Colli Tortonesi e, infine, Il San Martino è un Merlot.
Non lontano La Cascina Giovanola, agriturismo gestito dall’imprenditrice agricola Susanna Ravazzi. L’azienda è composta da circa 15.00 ha di terreno coltivato a prato, vigneto e colture estensive. L’insediamento della Cascina Giovanola è molto antico, come si evince dalle stampe topografiche del seicento della zona che riportano già la sua localizzazione. Ha come punti di forza la grande bellezza del paesaggio. Dalla cascina Giovanola l’occhio spazia a 360° verso un panorama di assoluta tranquillità, immerso in un oasi di verde verso le dolci colline di Carezzano. Sentieri si dipartono verso passeggiate che si possono effettuare a piedi, in bicicletta o a cavallo, immersi in boschi di essenze spontanee quali i roveri, i castagni, le gaggie. Un ampio locale soggiorno con camino può essere adibito a sala conferenziale. Due altri locali sono accessibili solo dall’esterno quali il deposito biciclette a disposizione per le passeggiate nella campagna e la cantina con la degustazione dei vini della zona e di produzione propria. Tutto il piano terra è contornato da un bel prato e piantumato con essenze autoctone.
Al piano superiore le camere da letto tre in tutto con bagno annesso. Qui potete comprare salumi, uva da tavola, verdura, confetture e miele e potete gustare una tipica cucina piemontese.
Una breve deviazione per Costa Vescovado vi accompagna alla Cooperativa Valli Unite nata più di trent'anni fa per opera di tre ragazzi di famiglie di tradizione contadina, innamorati della propria terra e del loro lavoro che cercano un modo nuovo per continuare ad essere contadini alla maniera antica, in un mondo moderno con la convinzione che il biologico è una base di partenza per una ricerca che si chiama decrescita e riduzione dell'impatto sulla natura. Via via la cooperativa si è ingrandita ed oggi lavorano in circa 25 persone. Il settore viti vinicolo segue un dettame ormai consolidato tra gli estimatori del vino: bere poco ma bene. Nel produrre il loro vino, 10 etichette e sfuso, cercano di lasciarlo il più possibile vivo e figlio dell'uva. La coltivazione dei campi si indirizza alla produzione di fieno e di cereali per l'alimentazione umana e per l'allevamento di suini da salume e di bovini da carne e da latte. Nello spaccio aziendale, si possono acquistare i loro prodotti, insieme ad altri articoli non di loro produzione, sempre biologici o del commercio equo e solidale. Nel ristorante agriturismo vi propongono i piatti classici della cucina piemontese e delle quattro province, accompagnati dai loro vini. Nei monolocali potete riposarvi in mezzo alla natura , a contatto diretto con la cooperativa.
Ritornando sul vostro cammino vi trovate a Castellania la cittadina di Coppi, qui il museo e di fianco il Ristorante Airone che, con la nuova gestione, Leo e Luciana vi propongono piatti della cucina tipica piemontese, in un ambiente caldo ed accogliente nell’atavica casa del Campionissimo. Qui, fino al 2 novembre verrà ricordato con un ciclo di eventi, nel 90° anniversario della sua nascita, con il progetto “l’Airone alto nel nostro cielo”.
Per fare ritorno a Tortona, se vi trovate al mattino, potete passare da Villalvernia e fare una tappa da Il Pane di una volta, nella panetteria Paolo Ratti, prosegue la tradizione tramandata da quattro generazioni e vi delizia con la sua focaccia stirata a mano e gli inimitabili “cornetti della suocera”, nonché con la piccola pasticceria e il pane di vario genere, tutto appena sfornato. Nel periodo di Natale concedetevi i morbididissimi e delicatissimi panettoni.
Per dettagliate informazioni consultate la Guida www.vallicuronegrueossona.it www.stradacollitortonesi.com
Mail: info@stradacollitortonesi.com
Verso la Val Curone
La Val Curone ci fa abbandonare Tortona e la pianura e ci conduce, lungo un percorso piuttosto sinuoso, a risalire il fresco scorrere del torrente Curone, tra dolci colline e frutteti lussureggianti, fino ad arrivare a Caldirola. Un territorio la cui distanza relativa dalle vie di comunicazione più battute ha consentito, nel corso dei secoli, di godere delle migliori condizioni per sviluppare un'agricoltura ricca e fiorente che ha nella frutticoltura, nell'allevamento e nella viticoltura i suoi tratti più peculiari ed interessanti.
Lungo il tragitto incontrate Volpedo rinomata per la frutta, in particolare le pesche e le fragole e perché è la città natale del Pelizza.
Nella piazza del mercato trovate Le Vinaie Ristorante Enoteca, ambiente simpatico ed accogliente dove potete oltre che gustare sul posto anche acquistare i prodotti tipici della Comunità Montana e l’ottimo vino dei Colli Tortonesi. Michela e Stefania accompagnano i loro clienti nella scelta dei prodotti.
Alcuni chilometri dopo Volpedo trovate le indicazioni per Momperone dove è situata l’Azienda Agricola e agrituristica Cà Dell’Aglio. L'amore profondo per il territorio e per la vita all'aria aperta, accompagnato alla voglia di trasmetterlo ad altri, ha fatto nascere questo Agriturismo. Cibi genuini, tradizione, calore familiare e la natura in cui il nostro agriturismo è immerso sono gli ingredienti giusti per una serata piacevole o qualche giorno di relax. Presso i due grandi saloni interni o all'aperto sotto un caratteristico porticato, potrete gustare una cucina casalinga. Salumi, malfatti, agnolotti, stufato di manzo e asino, arrosti, marmellate, pesche sciroppate sono solo alcuni del piatti tipici. I prodotti utilizzati sono tutti di produzione propria o di produttori locali selezionati. Se volete passarvi qualche giorno, sono a vostra disposizione 10 mini appartamenti ed una suite, tutti arredati con mobili d'epoca, servizi privati e TV, in un gradevole equilibrio tra passato e presente che trasmette una calda atmosfera famigliare.
Proseguendo arrivate a Brignano Frascata e potete fare due soste di sicuro interesse, una da Paolo Poggio vignaiolo e produttore di frutta, la sua perla è il Timorasso, l’altra alla Corte di Brignano dove adiacente alla cantina, il punto vendita offre tutti i prodotti del Salamificio: Salame Nobile di Brignano, il Cucito, i Cortegiani, e poi salame cotto, salamini e salsiccia da griglia, carne fresca di maiale, lardo stagionato, vini, Timorasso in testa, formaggi, specie il Montebore e varie confetture di Pesche di Volpedo, di ciliegie Bella di Garbagna, di Fragola profumata di Tortona, il mliele di Brignano, i prodotti da forno come i Baci di Dama e le sfiziosita' della Cioccolateria di S.Sebastiano.
Proprio a San Sebastiano si trova il Corona, ristorante storico (il locale esiste da 300 anni) oggi gestito dalla figlia di Matilde, Marta, dove, nelle tre salette un po’ retrò, siete certi di poter gustare, nella stagione tipica, il tartufo in sapienti preparazioni, nero con la focaccia alla salvia, con l’involtino di prosciutto, con il patè di tonno, bianco con i taglierini al burro e con il delizioso uovo al tegamino.
Salendo lungo la valle raggiungete Selvapiana, siete in alta Val Curone in un’oasi di pace e bellezza e qui, il Ristorante Albergo La Genzianella, nell’accogliente ingresso, con angolo bar e camino acceso, Cristiana vi accoglie e vi accompagna nel percorso dei sapori di questa valle. Nel menù degustazione, diverso ogni settimana, trovano posto i grandi piatti piemontesi come la bagna caoda, il bollito misto, il vitello alla Piemontese, il bunet a cui si accostano, in una tradizione contadina maturata nei secoli, nelle sfumature liguri, lombarde ed emiliane, i salumi di produzione propria come il salame cotto e crudo, il lardo, la pancetta e la testa in cassetta, le paste fresche, i funghi primaverili e autunnali, il tartufo “imperatore”, la selvaggina, la carne all’erba, i formaggi tipici (il famoso Montebore) e gli ottimi dolci. La Genzianella è anche albergo con 10 camere accoglienti e graziosamente arredate.
Percorrendo ancora qualche chilometro vi trovate a Salogni e, immersa in un bosco di faggi e abeti, ecco l’Albergo Ristorante La Baita. Siete a quasi 1000 metri di altitudine in una zona ideale per tranquille vacanze e punto di partenza per piacevoli escursioni sui monti circostanti. Gabriella propone specialità di montagna, tra cui funghi e cacciagione, classici piatti piemontesi come agnolotti, bagna cauda, panissa e stoccafisso. Fra le tipicità della valle, salame crudo e gnocchi di patate. Per dettagliate informazioni consultate la Guida www.vallicuronegrueossona.it
Provenendo da Tortona e risalendo la Val Grue, si incontra Garbagna, piccolo paese che conserva ritmi ed atmosfera di una civiltà contadina evolutasi nel rispetto delle antiche tradizioni. Secondo alcune ipotesi le origini di Garbagna risalirebbero al Basso Medioevo. Il paese, sorto intorno al suo Castello, costruito in funzione antibarbarica a difesa di Libarna, ha seguito le sorti dettate dalle vicende dell’ impero, dell’ arcivescovato di Tortona, dello stato di Milano, dei Fieschi e dei Doria.
La storia e le vicissitudini politiche che si sono susseguite nei secoli hanno lasciato segni evidenti nelle costruzioni, nell’ urbanistica, negli usi, nei costumi e nel linguaggio del paese.
L’ offerta turistica di Garbagna si fonda sulla bellezza del paesaggio, la tranquillità e la salubrità dell’ aria. In primavera le fioriture dei ciliegi e delle ginestre che creano nuvole di colore nel verde. La vasta rete strade rurali fra verdi boschi di castagno e campi coltivati rende agevoli le passeggiate (a piedi o in bicicletta). La gita al Santuario della Madonna del Lago è una camminata per tutti.
Nel centro storico, urbanisticamente pregevole, si possono ammirare la piazza Doria dai secolari ippocastani raccolti intorno all’ antica fontana, il Palazzo Doria, la Chiesa parrocchiale (1703), e la torre con i resti delle mura (sec IX) che domina sul paese.
Proprio in questo scenario si affaccia l’incantevole ristorante vineria Caffè della Piazza, dove Lorenzo e Simona vi accolgono nel locale con arredi in legno e sassi a vista. Potete scegliere fra 70 etichette di vini locali e non, come il pregiato Timorasso e potete gustare piatti tipici come le torte salate, il carpaccio di anatra, il salame nobile del Giarolo, il formaggio di Montebore accompagnato da miele grezzo , i ravioli d'asino, il risotto al timorasso, l’arrosto alle prugne, le scaloppine alla ciliegia Bella di Garbagna e, in stagione, piatti a base di funghi porcini e tartufi bianchi o neri pregiati.
Nell’attiguo vicoletto trovate il ristorante Il Caminetto della famiglia Ravera, l’atmosfera è tipica di un tempo con il calore di un tradizionale camino con annesso il forno a legna. L’arredamento rustico e l’ambiente caldo e accogliente, nel rispetto della tradizione e della tipica cucina locale. Qui potrete scegliere tra la carne allevata all’erba con Montebore, il salame crudo e cotto di Garbagna, le costolette di agnello alle erbe e le salamelle d’asino alla brace. Superbi sono la piccola pasticceria e i dolci fatti in casa.
Lungo la strada principale, in un casale sapientemente ristrutturato, trovate l’Usteria u Firadu’.
Nel ristorante pizzeria vi accoglie Luisa e vi propone l’ottima focaccia di Recco, i salumi e formaggi locali. La cucina è nel rispetto delle tradizioni con alcune influenze liguri, infatti qui trovate pesce sempre fresco e vere grigliate miste di carne. A cadenza settimanale sono proposte serate a tema.
Per dettagliate informazioni consultate la Guida
www.prolocogarbagna.al.it. www.vallicuronegrueossona.it