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    A - Ciao ragazzi! Piacere. Il vostro disco "Segnalibro" è uscito ad Ottobre 2008 per Imagina Production, è distribuito da Self nei negozi e in digitale su diverse piattaforme come ITunes. Quali sono le persone che hanno lavorato al progetto a partire dal lavoro in studio fino ad arrivare alla distribuzione?
    L - La persona senza il quale non sarebbe accaduto niente si chiama Alessandro Ciola, il titolare dello studio di registrazione Imagina. Alessandro ha spalancato le porte dello studio ai Sintomi di gioia per produrre insieme "Segnalibro".

    A - So che alla produzione dell'album ha partecipato Cristiano Lo Mele dei Perturbazione, band regina della scena alternativa italiana...
    L - Cristiano Lo Mele è un musicista di un gruppo di cui siamo fan e quindi per noi è stata una soddisfazione lavorare con lui. La parte di management la seguo io insieme ad Alessandro Ciola. I rapporti con Self, che ha creduto nel nostro disco e lo ha preso in distribuzione, li tengo io. Insomma ognuno ha il suo ruolo come nelle grosse case discografiche. Cristiano ha fatto parte della squadra. Non ci manca niente a parte un pozzo di soldi per la promozione (ride).

    A - Immagino che per voi sia una gran soddisfazione avere "where clouds come from" di Francesco Lo Castro nella vostra copertina. Quali sono i punti di contatto di quel quadro con la vostra musica?
    L - E' stata una scelta dettata dal gusto e dall'istinto. I Sintomi di gioia e Francesco Lo Castro si sono trovati e piaciuti sul web. Molte recensioni poi hanno sottolineato il carattere "surreale" di "Segnalibro" soprattutto nei testi e Francesco è uno degli esponenti del movimento pop-surrealista negli Stati Uniti, ha una galleria a Miami. Quindi si, direi che un approccio surreale nel modo di esprimersi accomuna "Segnalibro" e "where clouds come from". Hanno in comune forse anche un pizzico di nostalgia e di ingenuità. Mi viene in mente lo sguardo del bambino in bilico tra la sorpresa e la completa assenza.

    A - Mi dicevi che state pensando a delle collaborazioni in questo periodo.
    L - Si. Siamo stati in studio con Cristiano e Tommaso dei Perturbazione per registrare una loro cover di "Arrivederci Addio". Un pezzo del loro disco "In circolo" che io e Fausto ascoltiamo da anni. Poi stiamo pensando altre situazioni. Mi sto sentendo con Paolo Benvegnù, abbiamo aperto due suoi concerti e vorremmo invitarlo in un pezzo. Andy dei Bluvertigo invece si è reso disponibile per un pezzo di sax. Quando sarà il momento queste sicuramente saranno le persone che inviteremo in studio.

    A - Ho visto il videoclip di "Non Puoi" su All Music, è stato definito "caravaggesco" da La Stampa. Come è nata l'idea di questo video?
    L - Sostanzialmente ci siamo affidati a delle persone che eravamo convinti ci potessero rappresentare e per cui nutriamo stima. Io conosco Vieri Brini ed Emanuele Policante da un pò di anni perchè abbiamo frequentato qualche corso insieme al Dams di Torino. Damiano Andreotti invece è un fotografo che lavora sempre con loro e che prima non conoscevamo ma con cui ci siamo trovati molto bene. Il Teatro Civico di Tortona poi ha contribuito a rendere il lavoro di qualità e a far in modo che la produzione fosse gestibile. E' indubbiamente una location splendida.

    A - Regina Orioli ha recitato giusto?
    L - Si! Regina è comparsa come unico personaggio esterno a noi del gruppo. Ci siamo divertiti.

    A- Il videoclip di "Osservo Nuvole" invece è ancora diverso come stile. Come mai quelle immagini?
    L - Eravamo affascinati dal documentario sul quale Luca stava lavorando. Ci sembravano immagini ottime da sfruttare per "Osservo Nuvole". Era un pò come prendere un'occasione al volo.

    A - Mi viene in mente la frase "il mio paese va in pensione, la gente non sente più niente" che Luca dice in "Faccio i conti".
    L - Si spiega da sola, anche se è un pò desolante. Ho sottolineato questo stato delle cose per esorcizzarlo e cercare di non tenerne molto conto e andare oltre. Come potrai immaginare per noi la musica non è un lavoro ma non è neanche un hobby. E' un limbo, un bel limo tra l'impegno lavorativo e la liberazione di un hobby sognante e impegnativo.

    A- Ma venire dalla provincia agevola o no?
    L - Venire dalla provincia significa fare il doppio della fatica. Molte volte mi sembra che la provincia dia la precedenza a tutto ciò che viene da fuori senza aprire le orecchie e ascoltare le band cittadine che numerose e di talento ma purtroppo senza possibilità di poter emergere davvero sia per la mancanza di locale che di iniziative. Per noi incontrare Imagina Production è stato il vero cambio di rotta. In Alessandro Ciola abbiamo trovato la figura giusta con cui pensare ad un progetto insieme. Torino è un grossa città ma ha tutte le caratteristiche della provincia, non è Milano, e questo ci ha agevolato a fare le giuste previsioni e a distaccarci dal contemporaneità ossessiva di altre situazioni. Questa è la mia sensazione. Per noi è bellissimo pensare di contribuire alla popolarità di uno studio di Torino venendo da Alessandria e credo che dalla parte di chi ci produce ci sia lo stesso entusiasmo.

    A- C'è un pezzo in particolare dove si respira Alessandria nel vostro disco secondo me. Mi riferisco a "La nebbia". Me lo confermi? Perché?
    L- Si, ho provato ad immaginare alla nebbia come un filtro che ti costringe a scegliere in continuazione e a trovare delle soluzioni perchè non ti permette di vedere dove stai andando. Spero anche che per qualche motivo il suono ricordi quella specie di immobilità dell'aria ma vorrei che venisse fuori la parte più bianca, più positiva.

    A - Forse è meglio andarla ad ascoltare sul disco (rido)
    L - Direi di si (ride anche lui).

    A- Si continua a leggere sulle recensioni del vostro disco che la vostra musica non è classifficabile. Come vivete questa situazione?
    L- Direi bene perchè lo riteniamo un pregio e non vogliamo essere classificati in un genere predefinito. Se devo essere sincero poi ci ha molto stupito il parere della critica, in positivo intendo. Ci aspettavamo che dicessero tutti che siamo grunge invece sono stati in molti a dire che sia progressive e ci fa molto molto piacere.

    A - A proposito di progressive. Avete aperto un concerto de Le Orme questo inverno vero?
    L - Si io avevo 39 di febbre ma per me era come una missione. Loro sono una band che ha fatto tanto. Ora qualcosa è cambiato, forse anche in loro....discorsi lunghi.

    A - Concludo chiedendoti cosa ne pensi di X-factor.
    L - Ne parlerei per ore per spiegare ed argomentare al massimo il fatto che è un programma televisivo e in quanto tale deve rispettare alcune regole che non hanno molto a che fare con il mestiere della musica. E' giusto che ci sia x-factor in televisione ma non è giusto che rappresenti la musica italiana in toto. Ho la percezione che molte persone prendano questo programma televisivo come un modello da cui concepire il miglior cantante, la miglior voce, la miglior fortuna, ecc....questo è molto triste.

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